Sei un perfezionista? Applica il metodo Kiss!

Photo Credit: Viktor Hanacek

Sei un perfezionista? Applica il metodo Kiss!

Tutti abbiamo delle inclinazioni più o meno auto-lesioniste, una di queste è il perfezionismo.

Chi è perfezionista rischia di impiegare anni nel cercare di raggiungere affannosamente obiettivi semplici, perché punta sempre al meglio, al meglio dal suo punto di vista, che non arriva mai!

Tu che perfezionista sei?

Esistono due tipi di perfezionisti: quello metodico e quello frustrato.

Quello metodico, riesce ad andare in profondità e potrebbe passare anni alla ricerca della perfezione, per poi raggiungerla (forse) e capire che non gli serve a nulla.

Quello frustrato, ha una buona visione d’insieme e fa i conti costantemente con qualcosa di irraggiungibile, si fa vincere dallo sconforto e getta la spugna.

Entrambe perdono tempo.. tempo utile, Vita!

Da qui nasce il metodo KISS, che è antagonista al perfezionismo, ma attenzione a non cadere nella trappola: il perfezionista tende a confondere tutto quello che non è nella sua visione di perfezione, come approssimativo, impreciso, sbagliato.

K.I.S.S.

Il metodo KISS, invece, è uno sforzo consapevole e mirato, che può tornate utile principalmente in condizioni complesse.

Soprattutto non avrò bisogno di un manuale per spiegarlo, perché è un acronimo che si spiega da solo.

K = Keep

I = It

S = Simple,

S = Stupid!

Se ti aspettavi una formula magica… mi dispiace, non esiste!

Questo principio nasce nell’informatica (vedi wikipedia) per cercare di rammentare al programmatore a non perdere troppo tempo dietro complicazioni e rifiniture che non sono indispensabili al fine di raggiungere l’obiettivo.

Prima bisogna raggiungere l’obiettivo, il più grezzo possibile! Poi si fa il resto, se necessario.

Da qui la consapevolezza delle priorità, obiettivi più semplici, raggiungibili e la riscoperta della soddisfazione personale.

Perchè?

Perché è vero che abbiamo un unico cervello, ma abbiamo due emisferi che lavorano su due “frequenze” per cosi dire diverse.

Mentre l’emisfero sinistro ci istiga alla perfezione dal punto di vista logico e guarda alla soddisfazione a lungo termine, non possiamo arbitrariamente uccidere l’emisfero destro, che vive di gratificazione a breve termine, senza pagarne le conseguenze.

Sono necessari entrambi.

Non potremo mai scalare una montagna enorme, se non passando da ogni singolo punto di appoggio.

L’emisfero sinistro punta alla cima, quello destro ci da la forza di arrivare al prossimo appiglio e ci gratifica.

Per concludere

Ricorda: non puoi vincere se sei diviso contro te stesso.

Quando vedi che ti incarti in una cosa più complicata di te stesso, fai un passo indietro e pensa KISS!

Ps. In questo blog ci sforziamo di applicare questo metodo!

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